Report giornali finanziamenti pubblici

Delle presunte fantasiose censure che metterebbe in pratica il decreto Levi s’è parlato tanto, e io la mia l’ho già detta tutta anche perché come previsto la faccenda si sta sgonfiando, e non poteva essere altrimenti. Ma c’è dell’altro: in realtà questa legge riforma anche le normative che regolano i contributi pubblici all’editoria. Si, proprio quelli che fecero tanto scalpore quando Report sollevò il velo sui milioni di euro del contribuente che fluivano nelle casse non solo delle grandi testate, ma anche di piccoli giornali - qualcuno piccolo al limite dell’inesistenza invero - legati in modi più o meno astuti ai partiti politici.

Ci si aspetterebbe che, visto che la vicenda dei giornali riccamente finanziati dallo Stato ha fatto già gran clamore, questa riforma dell’editoria ci mettesse almeno qualche pezza, ma ho già detto l’altro ieri che non mi sembra che si vada decisamente in questa direzione. Salta all’occhio ad esempio il comma 1 dell’art. 18, lettera e)

1. Le imprese editrici di cui all’articolo 17, ad eccezione delle imprese di cui
alla lettera e) del comma 1 del medesimo articolo, accedono ai contributi,
limitatamente a una sola testata e a condizione che:

[...]

e) la testata abbia una diffusione pari ad almeno il 30 per cento della
tiratura complessiva se testata a diffusione nazionale e ad almeno
il 60 per cento se testata a diffusione locale. Tale condizione non
si applica alle imprese di cui all’ articolo 17, comma 1, lettera b).

Il che significa che non si può stampare un giornale in un gran numero di copie e ricevere i cospicui contributi pubblici anche se queste copie non le compra nessuno: i contributi vanno solo a chi merita e vende. Peccato che l’esenzione sottolineata mette al riparo da questo vincolo soltanto le testate che sono espressione di forze politiche, mentre tutti gli altri sono tenuti a rispettarlo. Curioso, vero? Chi ha santi in Parlamento trova in quel comma la via della salvezza e del denaro pubblico.

Una storia già vista: questo salvagente sembra messo apposta per non far morire giornali di notevole spessore come molti di quelli elencati qui, i cui dati di vendita sono infinitesimali, ma dato che fanno riferimento ad un partito hanno diritto a somme di tutto rispetto. Qualunque partito, l’Udeur, quello di Rotondi, quel che volete, vanno bene tutti.

Per il resto, dagli articoli 17 al 21, v’invito a leggere e giudicare, sembrano esserci anche dei lievi miglioramenti, ma io non saprei dire quanto questi saranno effettivamente utili.