Esporto democrazia a carissimo prezzo.
2 Mag
Altro che colonna infame!
Le liste con le dichiarazioni dei redditi sono finite su emule, organizzate persino in comodi database di Access. La notizia ve l’abbiamo data noi-di-giornalettismo ™ (yeah!)
Vergogna, condanna, disapprovazione e da parte della cittadinanza furente.
Ma la cosa più interessante è che la cittadinanza vogliosa di un sano, vecchio linciaggio in pubblica piazza (datece Visco, o anche solo il suo corpo già privo di vita, ce va bene lo stesso) s’è precipitata a cercare e raccogliere quintalate di dati (la privacy, si, certo, ma la mia!) e nel farlo è capitata da noi-di-giornalettismo ™. Migliaia di visite in mattinata, 500 utenti connessi in contemporanea, un intervento d’urgenza sul server per tenerlo in piedi, sofferente, agonizzante, ma in piedi.
E comunque i miei dati sul mulo non ci sono finiti. Credo.
* Vignetta (fantastica) by diderot.
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EDIT: ultimi sviluppi: la mattinata è passata con un continuo afflusso di persone, mai meno di 500 alla volta, in seguito forse anche alla comparsa di giornalettismo in un servizio del tg2 (che ci ha fatto uno spottone magnifico) e anche del tg3. Conseguentemente l’hosting ci ha bloccato il sito per tre ore perché ciucciavamo continuamente 6 megabit di banda. E dire che loro giorni fa si lamentavano per qualche sporadico picco da 3mbit… 
Sito rimesso online intorno alle 16:30 e nel giro di 5 secondi 5 c’erano 600 persone collegate, carico sulla cpu al 100%, orde di utenti affannati e sudati alla ricerca delle preziose liste, panico. L’unica era abilitare wp-cache (Dio lo abbia in gloria) nonostante un problema (per fortuna risolto in breve) che lo affliggeva sulla nostra configurazione, ora siamo freschi e veloci. ^^
EDIT2, ore 21:23: giornalettismo c’è e resta online nonostante picchi di 1070 (dati histats) visitatori online allo stesso tempo (amo fisicamente gli sviluppatori di wp-cache, in questo momento).
OkNotizie invece è crollato (la prima volta che io ricordi, LOL) probabilmente proprio a causa di quello che si sta rivelando il web-evento dell’anno, intitolato “scopri quanto cazzo dichiara il tuo vicino“. Visco grazie delle intense emozioni che ci regali.
10 Apr
È passata già una settimana, sette giorni di lavoro piuttosto intenso. Però la nuova casa viene su bene. Primo giorno da panico: subito linkati da repubblica.it, il macinino che usavamo come server non ha retto ed è schiattato in poche ore. Acrobatico cambio server nel pomeriggio, e via ripartiti di slancio su una macchina che poi si è rivelata -appena- qualche centinaio di volte più performante.
Giorni successivi passati a risolvere bug del layout ( l’ha disegnato Loska e l’ho realizzato io, e scusate se ce ne bulliamo con gli amici ), rifinire le sbavature e a domandarmi perché cavolo nessuno mi ha fatto desistere dall’usare Wordpress invece che un cms vero. Ahem… e non dimentichiamo le ore e ore trascorse tirando giù bestemmie contro quel 30% e passa di utenti che si ostina ad usare quel catorcio di Internet Explorer 6 (*) che tanto male visualizzava il sito ( prima che passassi ore ad adattarlo alla bisogna ).
Solo lavoro oscuro da tecnico e redattore, e a vedere il livello medio degli articoli mi chiedo chissà se e quando ci metterò la firma. Però che soddisfazione. Adesso siamo stati segnalati anche da SkyLife e siamo una fonte di Google News. Prossimo passo colonizzare la TV: via Vespa e Mentana, al loro posto Personalità Confusa e il sor Ricchiuti.
Per un giornalismo almeno decente, anche se non ci voleva poi tanto.
Si può fare! (cit.)
(*): Gente, fateme stò piacere, usate browser moderni e compatibili con gli standard web: Firefox, Opera, Safari. I browser della Microsoft non sono né l’una né l’altra cosa.
10 Nov
Ci sono momenti in cui quando leggi una notizia non puoi non fermarti per un momento a pensare al protagonista o all’autore dell’articolo stesso e concludere: se ce l’ha fatta lui, c’è speranza anche per me, c’è speranza per tutti noi. Mi è successo per ben due volte ieri sfogliando il giornale, così ho deciso di inaugurare una rubrica dedicata a questi fenomeni umani ai quali la scienza non sa ancora dare delle risposte; rubrica che potrebbe avere seguito ma anche no, chi può dirlo…
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Aspiranti giornalisti! C’è speranza per tutti voi, se un articolo imbarazzante sugli utenti di internet, blog e youtube a firma di Gabriele Romagnoli può essere pubblicato nientemeno che su Repubblica, per di più a doppia pagina con corredo di grafica agghiacciante da film splatter anni ‘70. Tra luoghi comuni, sentenze definitive ( “E se la tv non viene da noi, noi andiamo alla tv” ) e un riferimento ai terroristi islamici, che non ci sta mai male, abbiamo l’ennesimo articolo che se la prende con i nuovi media rimpiangendo i bei vecchi tempi, con la stessa lungimiranza di quei signori baffuti che più di un secolo fa si scagliarono contro quell’invenzione del demonio, il telefono a filo.
Struggente il finale:
“La generazione You Tube non è pericolosa perché usa questo mezzo, ma perché manda un messaggio: “Guardami, sono solo, non ho niente da dire, ma dedicami la tua attenzione, ascoltami, leggimi, comprami o ti sparo e poi, forse, mi sparo”.“
Si, mi sparo nelle cuffie l’ultimo album dei Foo Fighters, che spacca di brutto.
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La seconda parte di questa rubrica la dedico oggi a tutti i giovani che aspirano a fare politica: pensate che se persino l’uomo di cui sto per parlarvi c’è la fatta a diventare deputato per ben tre volte, voi minimo minimo potete puntare ad un ministero. E’ ovviamente Luca Volontè, le cui uscite ormai non sono più una notizia, ignorate persino dalla blogosfera, ma pur sempre preziose quando si sente il bisogno di un solido punto di riferimento. Verso il basso.
Peccato perché questa notizia battuta dalle agenzie meritava:
“Luca Volontè scrive su Libero che “Mussi finanzia l’orso polare e non lo studente universitario“. Volontè si riferisce ai fondi per la ricerca in Antartide.Informo Volontè che l’Italia è firmataria del Trattato Antartico dal 1957 - lo dichiara il Ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi -. Che da vent’anni ha basi in Antartide, dove lavorano Scienziati Italiani ( nella base di Concordia con i Francesi). Che essi svolgono ricerche importanti, per esempio sui cambiamenti climatici. Che esiste una legge, finanziata fino al 2005 (cioè almeno per 4 dei 5 anni del Governo Berlusconi). Informo soprattutto Volontè che al Polo Sud non c’è l’orso bianco -conclude Mussi -. L’ignoranza è facoltativa. Persino per i politici dell’Udc” (red).
Nella foto: Luca Volontè condanna duramente un gruppo di orsi polari dediti a pratiche sessuali immorali e devianti.
Ecco, per il blogger di cui sopra ogni sparata di Volontè potrebbe essere l’ultima. Disperato e sfinito apre il suo blog e ci scrive “Volontè ascoltami, smettila o ti sparo e poi, forse, mi sparo”. (1)
.
1: sempre l’album dei Foo Fighters, ovviamente
7 Nov
L’ho scoperto solo oggi, quando è ormai troppo tardi: l’Italia è più sicura della Svezia, o meglio, era più sicura della Svezia, con 1.2 contro 2.2 omicidi per 100mila abitanti. Ce lo raccontava nel 2005 un documentatissimo articolo del Giornale di Paolo Berlusconi, ben felice di rimarcare come la violenza si consumasse prevalentemente entro le mura domestiche ( e si sa, laddove i panni sporchi si lavano in famiglia lo Stato non ha titolo ad intervenire ) mentre le patrie strade erano vigilate senza sosta dall’occhio vigile del carabiniere di quartiere di fiducia.
La “famiglia che uccide” è così diventata, lo sappiamo tutti, il tormentone giornalistico degli ultimi anni, sotterrando la vita reale del paese con un cumulo di articoli, speciali, Matrix e Porta a Porta, plastici e schizzi di sangue. Questo mostro giornalistico che inghiottiva qualunque altro avvenimento ha da qualche tempo iniziato a mostrare segni di cedimento ( flessione dati auditel ), com’era naturale che accadesse, tentando così disperate mutazioni genetiche che lo mantenessero in vita: il killer non è più a casa tua, ma a scuola con i tuoi bimbi. Nelle strade delle città italiane, intanto, era tutta un’altra vita di cui nessuno si occupava.
Morta l’immonda bestia era necessario crearne un’altra? Anche no, eppure ci tocca: è il caso di questi giorni, in cui un rumeno non può nemmeno soffiarsi il naso senza finire con la sua faccia in prima pagina ripresa di fronte e di lato. Bene, occupiamocene, il problema senz’altro è reale, non lo nego, anche se è difficile sostenere seriamente che dal 2005 al 2007 l’Italia si sia trasformato da paradiso a fogna infernale.
Ma il giornalismo è come la meccanica quantistica: se il fenomeno non lo si osserva è come se non esistesse, proprio per questo bisognerebbe rivolgere lo sguardo in tutte le direzioni invece di fissare la stessa cosa tutti insieme fino a quando tutto appare distorto. Come abbiamo visto, è esattamente quello che accade regolarmente dalle nostre parti.
29 Ott
Si è appena conclusa una grigia, noiosa, triste domenica di fine ottobre. Dicono che “nessuna notizia, buona notizia”, ma purtroppo le notizie ci sono…
“Non ho mai pensato a nessuna spallata, è un termine che non ho mai usato. E’ stato usato dalla stampa ma non mi appartiene”
E qual è il problema? Se i giornalisti non sanno fare il loro lavoro licenziali, tanto sono quasi tutti tuoi. E poi che discorso noioso! Non un insulto agli elettori dell’altra parte, non uno svenimento, neanche un malore piccolo piccolo, così per finta, niente. I comunisti, Marx, l’ideologia, la proprietà privata… mi aspettavo che da un momento all’altro tirasse fuori un vecchio discorso di Breznev. Ma finalmente si gettano le basi del partito unico! Partito unico del centrodestra, non di tutto quanto, che avete capito…
“Rainews24 è la rete degli sprechi. Ha ben 100 giornalisti e soltanto 3000 spettatori al giorno”
Che ci crediate o no, l’ha detto Mario Giordano, meglio noto come “il peggiore errore della carriera di Gad Lerner”. Non sappiamo quanto costasse lo Studio Aperto di Giordano, certo è che Giordano sfotte quelli di Rainews perché si sbattono ancora a fare i giornalisti seri, o a provarci almeno: osano persino fare inchieste (!!!) che hanno fatto discutere il mondo intero mentre, caro Giordano, il tuo circo televisivo faceva record di ascolti turbando per sempre gli adolescenti dall’ormone instabile con il backstage del calendario di Melita la diavolita. Ti piace vincere facile, eh?
Quando inizi a riascoltare la musica anni ‘80, a ricordare con nostalgia le minchiate di film che guardavi all’epoca, a rimpiangere di non mai aver guidato la Fiat Uno 45 del papà, a chiederti che fine abbia fatto l’altro tizio degli Wham ( non George Michael, l’altro, come si chiama… ) significa una cosa sola: stai diventando vecchio. Hai solo 26 anni ma la tua vita è già rivolta indietro e c’è ben poco che tu possa fare. E così quando muore il cumenda Zampetti non c’è “business” che tenga: taac! Un pezzo di te se n’è andato per sempre con lui, requiescat in pacem.
Concludo la serata con la mia adorata Milly, la Gabanelli. Ma dico, dopo un’ora e mezza di bile, novanta minuti in cui mi fai sentire come una nullità schiacciata dai poteri forti della finanza in combutta con i politici, almeno vuoi trovarmela in Italia la buona notizia finale? Un tempo scovavi, che so, piccoli comuni emiliani con il bilancio in attivo e contadini che coltivano i terreni della mafia. Oggi nulla, la buona notizia ce l’hai portata dalla Svezia, come se non sapessimo già che la loro pubblica amministrazione è precisa al millimetro; ed io, piccolo italiano tragicamente abituato al “provi a chiedere domani all’altro ufficio, che oggi è chiuso“, ho finalmente perso ogni speranza. Vorrei emigrare, accidenti.
22 Ott

Delle presunte fantasiose censure che metterebbe in pratica il decreto Levi s’è parlato tanto, e io la mia l’ho già detta tutta anche perché come previsto la faccenda si sta sgonfiando, e non poteva essere altrimenti. Ma c’è dell’altro: in realtà questa legge riforma anche le normative che regolano i contributi pubblici all’editoria. Si, proprio quelli che fecero tanto scalpore quando Report sollevò il velo sui milioni di euro del contribuente che fluivano nelle casse non solo delle grandi testate, ma anche di piccoli giornali - qualcuno piccolo al limite dell’inesistenza invero - legati in modi più o meno astuti ai partiti politici.
Ci si aspetterebbe che, visto che la vicenda dei giornali riccamente finanziati dallo Stato ha fatto già gran clamore, questa riforma dell’editoria ci mettesse almeno qualche pezza, ma ho già detto l’altro ieri che non mi sembra che si vada decisamente in questa direzione. Salta all’occhio ad esempio il comma 1 dell’art. 18, lettera e)
1. Le imprese editrici di cui all’articolo 17, ad eccezione delle imprese di cui
alla lettera e) del comma 1 del medesimo articolo, accedono ai contributi,
limitatamente a una sola testata e a condizione che:[...]
e) la testata abbia una diffusione pari ad almeno il 30 per cento della
tiratura complessiva se testata a diffusione nazionale e ad almeno
il 60 per cento se testata a diffusione locale. Tale condizione non
si applica alle imprese di cui all’ articolo 17, comma 1, lettera b).
Il che significa che non si può stampare un giornale in un gran numero di copie e ricevere i cospicui contributi pubblici anche se queste copie non le compra nessuno: i contributi vanno solo a chi merita e vende. Peccato che l’esenzione sottolineata mette al riparo da questo vincolo soltanto le testate che sono espressione di forze politiche, mentre tutti gli altri sono tenuti a rispettarlo. Curioso, vero? Chi ha santi in Parlamento trova in quel comma la via della salvezza e del denaro pubblico.
Una storia già vista: questo salvagente sembra messo apposta per non far morire giornali di notevole spessore come molti di quelli elencati qui, i cui dati di vendita sono infinitesimali, ma dato che fanno riferimento ad un partito hanno diritto a somme di tutto rispetto. Qualunque partito, l’Udeur, quello di Rotondi, quel che volete, vanno bene tutti.
Per il resto, dagli articoli 17 al 21, v’invito a leggere e giudicare, sembrano esserci anche dei lievi miglioramenti, ma io non saprei dire quanto questi saranno effettivamente utili.
13 Ott

Mentre gli esponenti di partito ogni giorno parlano e dichiarano quasi sempre le stesse cose, ai Tg Rai va comunque fatto tutti i giorni questo duro lavoro: aspettare che tutti abbiano dichiarato, montare i nastri, alternare le interviste a maggioranza e opposizione, cronometrarle al decimo di secondo per non far torto a nessuno, infine mandare in onda questa carrellata di dichiarazioni senza alcun senso, ma perfettamente bilanciate tra i due schieramenti per non fare scontento nessuno: è il famoso “panino“.
I tempi a disposizione dei giornalisti che si sono accollati questo ingrato compito sono ristrettissimi: entro l’ora di pranzo si deve essere in onda e non si può sbagliare, se non si vogliono sentire squillare tutti i telefoni della redazione con i rimproveri di oscuri funzionari di partito all’altro capo del filo.
La grande idea di cui vi parlo oggi è venuta ad un cameraman del tg1 dopo aver visto il dvd di Minority Report: se Tom Cruise aveva il dipartimento pre-crimine, non sarebbe stato impossibile con i potenti mezzi della Rai mettere insieme una struttura in grado di prevedere le dichiarazioni dei politici, da Giordano fino a Gasparri e oltre, là dove nessun neurone era mai giunto prima, per portarsi avanti col lavoro e scongiurare ogni errore (potenzialmente fatale) dovuto alla fretta.

Per i posti di precog fu bandito un regolare concorso, misteriosamente vinto da tre giovani raccomandati all’epoca da Landolfi e temporaneamente fregati dal memorabile atto sconsiderato di Gad Lerner. Tutto è bene quel che finisce bene: i tre adesso lavorano felici intubati ed in stato vegetativo in una vasca di liquido fisiologico, predicendo quello che diranno tra due giorni Schifani e Angius. Avvantaggiandosi delle loro doti divinatorie si può preparare con largo anticipo un panino impeccabile, al quale Riotta adesso ha dato persino un nuovo nome, “Nota politica“.
Grazie alla talpa che mi ha già fornito tutte queste informazioni posso quindi farvi conoscere in anteprima assoluta le reazioni del mondo politico ai risultati delle primarie di domani del Partito Democratico, e che andranno in onda ovviamente lunedì.
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P.S: No, non ho assunto alcuna sostanza psicotropa né prima né durante la stesura del pezzo. Questa era satira, o almeno uno ci prova… La visione di Minority Report è propedeutica alla comprensione di questo post. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale; insomma, per quanto ne so nessun cameraman della Rai ha inventato la precognizione, ma magari ci ho pure preso. Nessun ipotetico giovane raccomandato da Landolfi nel 2001 è stato maltrattato per realizzare questo articolo, anzi se ce ne sono davvero di sicuro non se la passano affatto male.
11 Apr
E’ da qualche tempo che verso il minuto 15-20 del TG1 dell’ora di pranzo il mezzobusto, armato del sorriso beota di chi ha appena dato la notizia di un alluvione in Madagascar o di un incendio nelle Filippine, ci ammicca e fa: “e ora guardate queste immagini…“.
Il richiamo magicamente interrompe tutti i discorsi a tavola, e la famiglia si gira per vedere di che si tratta: è l’angolo della notizia buffa, della curiosità , della vaccata divertente trovata su internet, che si è trasformato in appuntamento fisso. Eh già , lo StudioAperto-style non solo ha fatto scuola, ma è diventato regola, anche per il TG1 dall’era Mimun in poi.
E adesso guardate queste immagini… il filmato in testa all’articolo.
Il giornalista introduce il servizio, che mostrerebbe un “bizzarro signore” intento a pubblicizzare l’ultimo modello di una nota casa automobilistica. Il signore starebbe cercando di dimostrare la bontà dell’aerodinamica facendo sfidare all’auto il getto dei quattro motori di un Boeing 747. La gente è pazza, no ? Bene, finito il servizietto che ha riempito 80 secondi di TG, si torna ad altro. Ma neanche per sogno !
Se alla maggior parte degli italiani quello “stravagante signore” non dice nulla, a me e ad altri quel servizio ha fatto saltare sulla sedia mandando il pranzo di traverso. Eh già , perchè quel tizio è Richard Hammond, presentatore della BBC e giornalista che si occupa di motori, e il filmato mandato in onda e spacciato per notizia non è altro che uno spezzone di Top Gear, fantastica trasmissione motoristica della BBC seguita in tutto il mondo ( nulla a che vedere con quelle Rai tipo Easy Rider, un continuo spot delle auto recensite ), andato in onda almeno due anni fa ! Per di più Hammond è già rimbalzato sui media nostrani qualche tempo fa per essersi schiantato a 300 miglia orarie su un dragster durante una prova per la stessa trasmissione, rischiando la vita e tornando a lavorare solo dopo mesi.
Si dirà : sono cose che possono capitare, in fondo non è nulla di grave.
Allora ricapitoliamo:
1) nella redazione del telegiornale più seguito d’Italia, per riempire il buco tra il carosello di dichiarazioni dei politici e il bollettino del controesodo pasquale, non si trova nulla di meglio che andare in cerca di qualche video buffo su youtube per mandarlo in onda. E già qui non ci siamo… Non solo: 2) la giornalista non capisce il senso del video, quindi 3) se ne inventa di sana pianta il contenuto, 4) lo spaccia per notizia, 5) non spreca nemmeno un minuto del suo tempo a controllare le fonti della stessa. 6) Il tutto passa inosservato in redazione, vuoi perchè 7) in Rai evidentemente nessuno capisce una parola d’inglese ( altrimenti non si spiega ), vuoi perchè 8) in Rai nessuno guarda le tv straniere, nemmeno la blasonata BBC, oppure perchè metà redazione forse era ancora in ferie, fatto sta che un pessimo servizio, totalmente falso, arriva in tv per essere visto da 6-7 milioni di telespettatori quasi tutti ignari, a parte chi già conosceva Hammond e la trasmissione.
Questa piccola vicenda è secondo me l’indice di una professionalità che ormai rasenta lo zero, di un TG1 che dopo l’era Mimun non s’è più rialzato nemmeno con Riotta, sul cui conto evidentemente Grillo non aveva poi tanto torto…