Just Frank

Esporto democrazia a carissimo prezzo.

Archivio della categoria ‘Internet

Net addicted in ferie

Nerd sulla spiaggiaAnche il vostro Just di tanto in tanto, da buon net addicted, sente il bisogno di staccare la spina per resettare le sinapsi. Segue la cronaca non già delle sue di ferie, che direste chissenefrega (già lo so), bensì di quelle di un caso ben più grave, sebbene tipico. Il protagonista lo conoscete, a voi dargli il nome. A ognuno il suo.

N.B. No, davvero, a parte due o tre cosette (facciamo quattro, va’) ogni riferimento a fatti realmente accaduti -a me- è puramente casuale. Lo ggiuro! E no, non sono io nella foto.

***

  • Giorno 1: giunto nel luogo di villeggiatura, aperta la porta, il nostro eroe scarica con noncuranza tutto il bagaglio sul divano in similpelle. Gli scappa di andare in bagno, ma prima afferra la borsa del portatile, estrae l’ordigno con cura, lo accende e si mette alla ricerca di una rete Wi-Fi non protetta da scroccare. Non trovandone, impreca nel dialetto locale.
  • Giorno 2: pensa di poter sfuggire al suo destino always-on-line e se ne va in spiaggia. Si chiede da dove siano spuntate fuori tutte quelle donne, così belle poi… era convinto che le partecipanti a Miss Plurk Estate 2008 fossero già di una bellezza inarrivabile (!!!). Gli ormoni gli si risvegliano e inscenano una protesta di piazza, al grido di “daje!”.
  • Giorno 3: la sera, al lido, dopo la quarta caipiroska riesce finalmente ad attaccare bottone con quella rossa che lo squadrava da mezz’ora con l’occhio lascivo. Un po’ rotondetta, ma gli fa un sacco sesso. Pensa di fare il figo e la invita a ballare, ma mesi di permanenza su una sedia Ikea lo hanno reso sensuale nei movimenti come Materazzi durante una mischia su calcio d’angolo. Finisce a reti inviolate.
  • Giorno 4: non gli par vero: un gruppo di turiste americane si mette a prendere il sole vicino a lui. Loro gli sorridono e paiono amichevoli, lui le stende con un formidabile “Where are you from?” con inflessione da East Coast. Vuol sapere proprio tutto di loro: se postano su Digg, se usano Firefox o Explorer, se è vero che da loro l’iPhone costa la metà che in Italia. Infine arrivano due truzzi che le invitano a giocare a racchettoni - ma con ben altri intenti - e quelle sciamano via felici.
  • Giorno 5: umiliato e offeso dalle recenti sconfitte, cerca di rituffarsi per una mattina nel suo mondo, “giusto per controllare le mail”. Non ci riuscirà mai: si trova in un posto sperduto in cui l’Umts è un miraggio e il Gprs viaggia a un kilobit ogni tanto (vero flo? :D). Pensa di scrivere sul suo blog un post infuriato contro le compagnie telefoniche, appena torna a casa. La ggente deve sapere!
  • Giorno 6: scende al bar per fare colazione e nota, in un angolino, tutta sola, una ragazza piccolina e pallidina intenta a navigare con l’EEPC e la chiavetta internet di Ilary Blasi. Lui le chiede se può provarlo un attimo e lei acconsente con un timido sorriso. Quando nota che la fanciulla stava sfogliando OkNotizie, lui prima trattiene un gemito di piacere, poi le rivela il suo nick. Lei fa “sìì, mi ricordo di te”. È amore.
  • Giorno 7: dopo una piacevole giornata passata insieme, i due si accoccolano nel letto, cercando di ricordare come si fa… quello, insomma. Dev’essere stato comunque bellissimo, almeno a giudicare dallo tsunami di messaggi allusivi e soddisfatti che lei ha inviato su Twitter, per far schiattare d’invidia le amiche blogghere zitelle rimaste in città a sbavare su @abeggi. Povere stronze, quelle. Tzè.
  • Giorno 8: si riparte. Scambio di cellulare, mail, account msn, icq, skype, gtalk, tumblr, mybloglog, flickr, badoo, facebook e altre minchiate. Saluti e baci con la lingua, più la promessa di reincontrarsi a qualche barcamp e appartarsi dietro una tenda durante il discorso della blogstar di turno. Qualche mese dopo litigheranno a morte in una discussione sul futuro degli aggregatori di sinistra, e non si vedranno mai più.

Sguub!

Redditi crackedAltro che colonna infame!

Le liste con le dichiarazioni dei redditi sono finite su emule, organizzate persino in comodi database di Access. La notizia ve l’abbiamo data noi-di-giornalettismo ™ (yeah!)
Vergogna, condanna, disapprovazione e da parte della cittadinanza furente.

Ma la cosa più interessante è che la cittadinanza vogliosa di un sano, vecchio linciaggio in pubblica piazza (datece Visco, o anche solo il suo corpo già privo di vita, ce va bene lo stesso) s’è precipitata a cercare e raccogliere quintalate di dati (la privacy, si, certo, ma la mia!) e nel farlo è capitata da noi-di-giornalettismo ™. Migliaia di visite in mattinata, 500 utenti connessi in contemporanea, un intervento d’urgenza sul server per tenerlo in piedi, sofferente, agonizzante, ma in piedi.

E comunque i miei dati sul mulo non ci sono finiti. Credo.

* Vignetta (fantastica) by diderot.

***

EDIT: ultimi sviluppi: la mattinata è passata con un continuo afflusso di persone, mai meno di 500 alla volta, in seguito forse anche alla comparsa di giornalettismo in un servizio del tg2 (che ci ha fatto uno spottone magnifico) e anche del tg3. Conseguentemente l’hosting ci ha bloccato il sito per tre ore perché ciucciavamo continuamente 6 megabit di banda. E dire che loro giorni fa si lamentavano per qualche sporadico picco da 3mbit… :D
Sito rimesso online intorno alle 16:30 e nel giro di 5 secondi 5 c’erano 600 persone collegate, carico sulla cpu al 100%, orde di utenti affannati e sudati alla ricerca delle preziose liste, panico. L’unica era abilitare wp-cache (Dio lo abbia in gloria) nonostante un problema (per fortuna risolto in breve) che lo affliggeva sulla nostra configurazione, ora siamo freschi e veloci. ^^

EDIT2, ore 21:23: giornalettismo c’è e resta online nonostante picchi di 1070 (dati histats) visitatori online allo stesso  tempo (amo fisicamente gli sviluppatori di wp-cache, in questo momento).

OkNotizie invece è crollato (la prima volta che io ricordi, LOL) probabilmente proprio a causa di quello che si sta rivelando il web-evento dell’anno, intitolato “scopri quanto cazzo dichiara il tuo vicino“. Visco grazie delle intense emozioni che ci regali.

Una settimana da giornalettista

È passata già una settimana, sette giorni di lavoro piuttosto intenso. Però la nuova casa viene su bene. Primo giorno da panico: subito linkati da repubblica.it, il macinino che usavamo come server non ha retto ed è schiattato in poche ore. Acrobatico cambio server nel pomeriggio, e via ripartiti di slancio su una macchina che poi si è rivelata -appena- qualche centinaio di volte più performante.

Giorni successivi passati a risolvere bug del layout ( l’ha disegnato Loska e l’ho realizzato io, e scusate se ce ne bulliamo con gli amici ), rifinire le sbavature e a domandarmi perché cavolo nessuno mi ha fatto desistere dall’usare Wordpress invece che un cms vero. Ahem… e non dimentichiamo le ore e ore trascorse tirando giù bestemmie contro quel 30% e passa di utenti che si ostina ad usare quel catorcio di Internet Explorer 6 (*) che tanto male visualizzava il sito ( prima che passassi ore ad adattarlo alla bisogna ).

Solo lavoro oscuro da tecnico e redattore, e a vedere il livello medio degli articoli mi chiedo chissà se e quando ci metterò la firma. Però che soddisfazione. Adesso siamo stati segnalati anche da SkyLife e siamo una fonte di Google News. Prossimo passo colonizzare la TV: via Vespa e Mentana, al loro posto Personalità Confusa e il sor Ricchiuti.

Per un giornalismo almeno decente, anche se non ci voleva poi tanto.

Si può fare! (cit.)

(*): Gente, fateme stò piacere, usate browser moderni e compatibili con gli standard web: Firefox, Opera, Safari. I browser della Microsoft non sono né l’una né l’altra cosa.

Thinking award post-capodanno

Thinking blogger awardOvvero i blogger che fanno pensare. E pensate: tra questi qualcuno ( newkid di Linea Neuronica ) ha messo anche me! Commosso ringrazio e partecipo all’iniziativa. Non amo particolarmente le catene di sant’Antonio, ma diamine, è il primo post dell’anno e faccio un’eccezione.

Dunque: quali sono i blog che mi fanno pensare? Insomma, quelli che secondo me non dovrebbero mancare dai vostri feed, tanto per capirci…

Sceglierne cinque non è facile ma nella vita bisogna pur operare scelte anche dolorose a costo di essere impopolari, no?

  1. Lameduck
  2. Cloroalclero
  3. Mauri Sergio
  4. Lupo Sordo
  5. Rosalba Sgroia

Le regole per partecipare a questa piccola iniziativa:

1. Partecipare se si è stati nominati.
2. Lasciare un link al post originario inglese
3. Quindi inserire nel post il logo del Thinking blog award.
4. Indicare i blog che hanno la “capacità di farti pensare”.

  • 6 commenti
  • Nella categoria: Celebrazioni, Internet
  • Alice

    Lo ammetto, con Telecom sono stato cattivo, molto cattivo, quando poi serve solo avere pazienza, fede quanto basta ed un pizzico di culo per cavarsela alla grande con il caro incumbent delle comunicazioni.

    Come già saprete Telecom sta gradualmente trasformando gli abbonamenti adsl base ( le flat 2 mega ) in veloci linee a 7 mega: siccome ci tenevo a che il processo non fosse troppo graduale, cioè che nel mio caso non finisse nel 2018 ma possibilmente un po’ prima, ho provveduto a fare richiesta esplicita al 187. Ovviamente mi sono scontrato con una operatrice gentilissima ma piuttosto spaesata, che non sapendo che dire e che fare mi ha infine sbrigativamente suggerito di provare con la procedura online sul 187.it.
    Detto, fatto.

    La procedura è esattamente quella per i nuovi abbonamenti, ma niente paura: viene gestita correttamente come un aggiornamento della linea, in automatico. Domenica sera, dopo sole 34 ore, il modem s’è disconnesso e riconnesso con una portante a 7648/480 Kbps e una velocità di download tale che se penso che nemmeno due anni fa usavo il dial-up a 56K mi scende la lacrimuccia.

    L’unico neo: la velocità della linea è ai limiti di quanto permesso dallo standard ADSL1, che è al massimo di 8Mbps. Se l’impianto di casa vostra risale al protozoico, i cavi sono vecchi e collegati a misteriose scatolette di derivazione in disuso dal Ventennio, oppure abitate lontano dalla centrale telefonica ( diciamo 3KM o più ), la 7 mega non la vedete nemmeno col binocolo, vi dovrete accontentare di qualcosa in meno.

    Se però si è serviti da una centrale in ADSL2+ ( controllare qui se si è tra i fortunati ) allora è meglio avere un modem adsl2+ compatibile, la qualità del collegamento in teoria dovrebbe risultare migliore. Good luck.

    Note:

    1) spero abbiate gradito la foto
    2) non mi ha pagato nessuno per parlare bene di Telecom: se però qualche dirigente vorrà, potrò fornirgli gli estremi del mio conto corrente per dimostrare la… ehm… gratitudine dell’azienda. Contributo minimo: 1000€. Grazie. :whistle:

  • 15 commenti
  • Nella categoria: Informatica, Internet
  • Ci sono momenti in cui quando leggi una notizia non puoi non fermarti per un momento a pensare al protagonista o all’autore dell’articolo stesso e concludere: se ce l’ha fatta lui, c’è speranza anche per me, c’è speranza per tutti noi. Mi è successo per ben due volte ieri sfogliando il giornale, così ho deciso di inaugurare una rubrica dedicata a questi fenomeni umani ai quali la scienza non sa ancora dare delle risposte; rubrica che potrebbe avere seguito ma anche no, chi può dirlo…

    ***

    youtubeAspiranti giornalisti! C’è speranza per tutti voi, se un articolo imbarazzante sugli utenti di internet, blog e youtube a firma di Gabriele Romagnoli può essere pubblicato nientemeno che su Repubblica, per di più a doppia pagina con corredo di grafica agghiacciante da film splatter anni ‘70. Tra luoghi comuni, sentenze definitive ( “E se la tv non viene da noi, noi andiamo alla tv” ) e un riferimento ai terroristi islamici, che non ci sta mai male, abbiamo l’ennesimo articolo che se la prende con i nuovi media rimpiangendo i bei vecchi tempi, con la stessa lungimiranza di quei signori baffuti che più di un secolo fa si scagliarono contro quell’invenzione del demonio, il telefono a filo.

    Struggente il finale:

    La generazione You Tube non è pericolosa perché usa questo mezzo, ma perché manda un messaggio: “Guardami, sono solo, non ho niente da dire, ma dedicami la tua attenzione, ascoltami, leggimi, comprami o ti sparo e poi, forse, mi sparo”.

    Si, mi sparo nelle cuffie l’ultimo album dei Foo Fighters, che spacca di brutto.

    ***

    La seconda parte di questa rubrica la dedico oggi a tutti i giovani che aspirano a fare politica: pensate che se persino l’uomo di cui sto per parlarvi c’è la fatta a diventare deputato per ben tre volte, voi minimo minimo potete puntare ad un ministero. E’ ovviamente Luca Volontè, le cui uscite ormai non sono più una notizia, ignorate persino dalla blogosfera, ma pur sempre preziose quando si sente il bisogno di un solido punto di riferimento. Verso il basso.

    Peccato perché questa notizia battuta dalle agenzie meritava:

    Luca Volontè scrive su Libero che “Mussi finanzia l’orso polare e non lo studente universitario“. Volontè si riferisce ai fondi per la ricerca in Antartide.Informo Volontè che l’Italia è firmataria del Trattato Antartico dal 1957 - lo dichiara il Ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi -. Che da vent’anni ha basi in Antartide, dove lavorano Scienziati Italiani ( nella base di Concordia con i Francesi). Che essi svolgono ricerche importanti, per esempio sui cambiamenti climatici. Che esiste una legge, finanziata fino al 2005 (cioè almeno per 4 dei 5 anni del Governo Berlusconi). Informo soprattutto Volontè che al Polo Sud non c’è l’orso bianco -conclude Mussi -. L’ignoranza è facoltativa. Persino per i politici dell’Udc” (red).

    Luca Volontè si scaglia contro gli orsi polari

    Nella foto: Luca Volontè condanna duramente un gruppo di orsi polari dediti a pratiche sessuali immorali e devianti.

    Ecco, per il blogger di cui sopra ogni sparata di Volontè potrebbe essere l’ultima. Disperato e sfinito apre il suo blog e ci scrive “Volontè ascoltami, smettila o ti sparo e poi, forse, mi sparo”. (1)

     

    .

    1: sempre l’album dei Foo Fighters, ovviamente

    riaa mp3 download terrorist

    Dopo aver letto notizie come questa non si può che concludere che, almeno negli Usa, non esiste una giustizia equa, o se c’era le major e le lobbies che ne tutelano gli interessi se la sono comprata con tanto di ricevuta fiscale.

    Solidarietà a Jammie Thomas e agli altri cittadini americani che finiranno sotto i ferri arrugginiti e taglienti dell’industria del disco.

  • 4 commenti
  • Nella categoria: Internet, Musica, USA
  • Alice adsl problemi cambio operatore

    Non sono soddisfatto della mia adsl, è deciso: cambio operatore! Tanto più che con l’intercessione di San Bersani non devo più pagare la penale per il mio desiderio di disdetta fuori tempo, che aspetto?

    Facile a dirsi, ma c’è gente che in queste situazioni entra nel tunnel e non ne vede la fine per settimane, persino mesi emarginato dalla vita virtuale senza che il nuovo operatore possa o voglia installare la sua linea, tra problemi, incomprensioni e operatori che si ostacolano a vicenda.

    Per fortuna -dicono- Telecom è tanto lenta, inefficiente e rompiballe quando un suo utente vuole fuggir via, quanto rapida e puntuale quando questi vuol tornare all’ovile com’era mia intenzione; ed infatti, tempo tre giorni tre dal distacco di Tiscali ed il pannello di controllo del modem fa sfoggio di sè con i parametri della nuova portante adsl Alice attivata di fresco.

    E’ fatta, vittoria! E’ tarda sera e uno non s’immagina che Telecom faccia lavorare fino a quell’ora il tecnico installatore ( alias “l’omino che gira col pandino rosso” ) soltanto per far felice me, il nuovo abbonato. E invece è così! O no?

    La mattina seguente come un Fantozzi dell’era digitale eseguo la routine sveglia-bagno-caffè-mail-blog… un momento: al caffè ci sono arrivato, ma la posta non arriva e i siti non si aprono. Panico: sarò costretto ad accendere il televisore e seguire il TG1 per apprendere delle ultime notizie! Ma dico, scherziamo?

    Telefono al 187 per chiedere spiegazioni:

    F.: “Mi avete attivato l’adsl ieri e oggi già non si naviga più. Che è successo?”

    187: “Veramente ci risulta che la sua linea è ancora occupata da Tiscali

    F.: “Co…cooosa? Tiscali ha già fatto il suo e liberato anche molto presto. C’è la portante di Alice 2 Mega adesso, ma mi avete bloccato la navigazione, è un problema vostro”

    187: “Adesso controllo………….. ecco, c’è stato un equivoco: noi le abbiamo attivato l’adsl, ma il sistema automatico interno qui ha bloccato tutto perchè ha rilevato la presenza di Tiscali. Probabilmente si è basato su dati non aggiornati.”

    Il maledetto sistema automatico, porca miseria! Lo sapevo che prima o poi le macchine si sarebbero rivoltate contro l’umanità, e avrebbero cominciato proprio da me. Sconforto.

    F.: “Capisco. Si può fare qualcosa? In fondo la linea c’è già, bisogna solo riattivarla”.

    187: “Posso rielaborare l’ordine, sarà tutto sistemato a breve.”

    In poche parole cosa è successo? E’ successo che dagli uffici che gestiscono i nuovi abbonamenti prima hanno mandato il tecnico ad installare l’adsl in centrale sulla mia linea, soltanto dopo hanno controllato che non vi fosse già attivo un altro operatore. Avendo dei dati incredibilmente non aggiornati ( quando dovrebbero averli in tempo reale, se non li ha Telecom chi allora? ) hanno creduto la mia linea fosse ancora occupata dal mio precedente operatore; ma non avendo più Tiscali da un pezzo e con Alice che non mi voleva nelle sue grazie non ho potuto far altro che restare a piedi in attesa che tutto il baraccone ripartisse daccapo.

    Passano i giorni fino a che anche la lucina del modem si spegne, segno che addirittura Telecom ha mandato l’omino in centrale a staccare il mio cavo dalle apparecchiature di rete. Richiamo il 187 e mi risponde un operatore che pare un po’ più ferrato della media:

    F.: “Mi hanno attivato, mi hanno disattivato dopo poche ore e adesso mi hanno completamente scollegato dalla vostra adsl, non c’è più la portante. Ma che succede?”

    187.: “Un attimo che guardo ( ma che guardano, i tarocchi? i fondi del caffè? n.d.F. )……… ah, ecco…. caspita, insomma….. è successo un bel problema…… senti, qua ci vorrà del tempo, una settimana, guarda…… seguirò io la procedura…… ma dovrai aspettare….. martedì, mercoledì……”

    Non ho fretta, ma gradirei diventare cliente di Alice entro questa era geologica, possibilmente.

    Intanto riesumo il vecchio modem 56k perchè comunque la rete mi serve per degli affari urgenti: CRRRRRRRRRR FFFFFFF FRRRRRRRRRRRR ZZZZZZ CRRR-CRRR-CRRR-CRRR ZZZZZZZZZZZZZZZZ e ci siamo, finalmente collegato ad 1 cent al minuto per 5 kilobyte al secondo, che bellezza! Clicco sui soliti cinque o sei siti e finchè si aprono non solo faccio in tempo a farmi la barba, ma già mi spunta un po’ di ricrescita; l’attesa è tuttavia ben ripagata dalla mail del professore di Calcolatori che mi fa sapere che l’esame è andato benone. Godo.

    Arriva l’autunno e con esso anche la mail da parte di Alice che mi annuncia che posso già navigare velocissimo con la sua linea rapidissima appena attivata: quella sadica mi prende in giro, il modem adsl è ancora tristemente buio e fermo!

    Ri-richiamo il 187, l’operatrice sembra rispondere mentre legge il manuale “Helpdesk for dummies”

    187: “Il problema è probabilmente il suo modem che non funziona (!!!)… quanto dista il modem dal telefono?”

    F.: “Eeehhh? Vorrà dire quanto dista il modem dalla presa telefonica!”

    187: “Ah, certo…”

    F.: “Comunque non c’entra nulla. Il modem è ben collegato e funziona benissimo, il fatto è che voi stessi del 187 mi avete già confermato che la linea è stata staccata per un disguido”

    187: “Allora faccio una segnalazione al tecnico”.

    Il tecnico ha fatto il suo dovere questa mattina, rapido, preciso, efficiente, ma probabilmente in preda a crisi esistenziali chiedendosi perchè gli tocca fare il triplo del lavoro inutilmente, solo perchè quelli che stanno in ufficio procedono in ordine sparso non sapendo l’uno cosa fa l’altro.

    Sappia il signor tecnico che ovunque si trovi a bordo della sua vecchia Fiat Panda rossa furgonata della Telecom-fu-SIP io gli sono immensamente grato, che anzi riconosco qui ed ora che è grazie ai lavoratori come lui che questo Paese ancora resta in piedi, pur barcollante perchè diretto da impiegati inetti che si fanno fregare da un maledetto sistema automatico.

    Omino che vai in giro con la cassetta degli attrezzi, questo post è dedicato a te.