Esporto democrazia a carissimo prezzo.
11 Apr
Con grande mio rammarico quest’anno non sono stato scelto come scrutatore per le imminenti elezioni. Un gran peccato, perché da ‘addetto ai lavori’ si vedon cose dietro le quinte che altrimenti sfuggono, e in un seggio del sud ce ne sono… Il pensiero torna alle comunali del 2006 la mia prima esperienza da contatore umano di voti. (more…)
10 Dic
Mentre ministri e senatori si accapigliano su questioni fondamentali e i media si occupano di cose che la gente deve sapere, come chi ha ucciso Meredith o quanto gli italiani spenderanno per i regali, nella nostra real life accade senza troppo clamore che qualche centinaio di giovani miei conterranei sta rischiando in queste settimane di rimanere senza lavoro.
Il colosso francese degli ipermercati Carrefour chiuderà molti dei suoi punti vendita nel sud Italia, cominciando da Brindisi ma toccherà anche a Bari. Fatto strano, il carrefour di Brindisi è stato inaugurato soltanto nel marzo 2007, sono bastati pochi mesi di bilanci in rosso per spingere il gruppo a dire “arrivederci e grazie”, vendere per rientrare dalle perdite, spostarsi altrove lasciando i lavoratori in mano al destino. Il banco non perde mai.
Una storia che è iniziata in modo sinistramente simile a quella dell’iper che hanno inaugurato qualche mese fa a due passi da dove abito, quindi molte cose non mi suonano affatto nuove.
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L’annuncio della costruzione di un grande ipermercato a ridosso di un paesone-dormitorio meridionale come il mio ha un effetto paragonabile a Giuliano Ferrara che entra correndo e sbraitando in un negozio di cristallerie: devastante. Basti pensare alla marea di investimenti privati, ma anche pubblici, oltre che ai posti di lavoro da assegnare: per i signorotti della politica locale è la realizzazione di un sogno, tutto e subito, per gli altri… ora vedremo.
Si parte con gli espropri: i terreni sui quali andrà costruito l’ipermercato vanno via a cifre da nababbi, per poi decrescere fino a diventare ridicole, come per i terreni sui quali si tracciano svincoli, bretelle e altri potenziamenti della viabilità esistente. Mesi di veleni, polemiche e aggiustamenti sospetti che premiano chi ha le giuste amicizie nei potentati locali, e chi non ce le ha s’attacca e torna a casa con un pugno di banconote da 100.
Ci sono poi altre quisquilie come valutazioni d’impatto ambientale delle quali si ritiene non dover tenere conto, e così anche se il TAR blocca tutto perché a poche centinaia di metri dal sito c’è una discarica e una cava poco importa, i lavori riprendono dopo qualche giro di carte.
Ma è il capitolo occupazionale quello più sfizioso, dato che nella provincia meridionale c’è chi si venderebbe entrambi i reni pur di poter sperare in un posto sicuro: se poi ci sono anche le elezioni comunali di mezzo, allora lo spettacolo è assicurato. S’inizia con i trionfali annunci del sindaco: il comune ha siglato un vantaggioso accordo col colosso ( settentrionale/straniero ) per l’assunzione di MILLE giovani compaesani nella nuova struttura. Curriculum che arrivano come se piovesse, ma l’apertura slitta per i motivi di cui sopra.
Dall’azienda poi si fa sapere che si assumerà soltanto un centinaio di locali. Il sindaco trombato attacca il nuovo sindaco: avrebbe cambiato gli accordi per far assumere tesserati del partito provenienti da fuori. Scandalo e manifesti appesi in tutte le vie. L’azienda precisa: “veramente stiamo ridimensionando i nostri piani, ci basteranno 80 ragazzi da tenere in stage per tre mesi, un terzo dei quali verrà assunto“. Da mille che furono ad un manipolo di eroi fortunati che son rimasti.
Infine si apre al pubblico, le polemiche si placano e contenti tutti, ma si vede subito che qualcosa non va: affluenza scarsina, vendite asfittiche: a pensarci bene ci sarà almeno una dozzina di altri ipermercati nel raggio di 30Km. Ad averci pensato prima…
17 Nov

Puntata interessante quella di ieri sera di Annozero: si parlava di Sicilia, di lavoro che non c’è, di sprechi di danaro pubblico, di… ahhh, ma a chi la do a bere ! E’ stata una bella scazzottata come ai bei tempi !
C’era in studio Totò Cuffaro, presidentissimo della Reg. Sicilia, accompagnato dal suo processo per mafia, e c’era Michele Santoro a condurre. Due pesi massimi che si sono già incontrati e pestati di santa ragione già nel lontano 1991, l’argomento sempre lo stesso: politica ( DC, derivati e associati ) e mafia.
Dopo il filmato-inchiesta di rito scendono in campo i due campioni. Ecco il sovietico Michail Santoro, tornato in Italia dopo cinque anni di allenamenti in Bulgaria con una tinta dei capelli che potrebbe non corrispondere a quella riportata nella foto sopra; parte all’attacco rifilando un destro micidiale, ricordando quanti sono e quanto guadagnano i dirigenti pubblici siciliani rispetto ai colleghi delle altre regioni. Rocky Cuffaro para prontamente con la classe che solo un campione a statuto speciale può tirar fuori, affermando che i dirigenti pubblici siciliani sono dei geni assoluti che meritano stipendi pantagruelici.
Santoro non molla e continua a sferrare tremendi attacchi a colpi di indagini, processi, intercettazioni ambientali riguardo gli amici mafiosi di Totò. Cuffaro schiva tutti i fendenti, mostrando al pubblico le sue carte che affermano, se ho capito bene, che la mafia non esiste e sarebbe meglio scherzare su questo falso mito indossando tutti una coppola.
Al limite dello sfinimento l’idolo delle masse del socialismo reale passa ai modi rudi impugnando il Travaglio, che ha profondamente lacerato il volto dell’atleta siculo con nomi, date, atti processuali, senza risparmiare nessuno. Cuffaro sanguina, barcolla, cade ma si rialza prima che l’arbitro decreti il K.O.; infine rimedia alle offese subite esclamando con fierezza che esse erano tanto deboli e false da non meritare il tempo di una risposta.
L’incontro si conclude con un pari: i contendenti hanno mandato a segno un egual numero di minacce di querela, la parola ora va ai legali.
Cuffaro è un politico di gomma, e non mi riferisco solo alla sua faccia… Non conosce moderazione, non concepisce il fatto che a volte è meglio mantenere un basso profilo, attacca sempre rumoroso, a testa bassa, anche è in una posizione in cui uno non dovrebbe far altro che pensare a come difendersi e salvare la pelle. Quando i siciliani inizieranno a ritenere sinceramente sconveniente votare e rivotare un uomo - e soprattutto un partito - sospettato di rapporti con la Mafia, allora forse finirà il tempo dei Cuffaro e qualcosa da quelle parti comincerà a muoversi nel verso giusto.
5 Nov

Non credo proprio che sarebbe di qualche utilità dispiegare le nostre truppe per le strade di Napoli e provincia, ma di una cosa sono convinto: sarà anche inutile, ma non certo dannoso. Per cui qualunque decisione verrà presa in merito non mi sconvolgerà più di tanto.
Se guardiamo ai tempi dell’operazione Vespri Siciliani, che non fu un successo ma nemmeno una catastrofe, non possiamo giungere a conclusioni diverse.
Checchè se ne dica, i soldati sono addestrati per seccare i nemici sparando quanto serve, non per mantenere l’ordine - sparando il meno possibile - in zone urbane turbolente. Lo sanno bene gli americani che richiedono i nostri esperti carabinieri non appena si impantanano in difficili operazioni di peacekeeping dopo la guerra. Nelle città vogliono i carabinieri, non marines bravi col grilletto e basta.
[...]
30 Ott

Due pallottole, recanti il marchio della criminalità organizzata barese, hanno ammazzato ieri a Bari un ragazzo di diociott’anni, incensurato e innocente. A dirla tutta Giovanni Montani una colpa ce l’aveva: era nipote di un vecchio boss della città , in carcere da 15 anni. Lui non aveva alcun legame con la malavita, viveva la sua onesta vita, giocava a calcio nel Bari Primavera sognando magari di sfondare, come tutti i ragazzi di Bari, sulla scia del successo di Cassano. Tutto finito, questi vigliacchi fanno fuori gente che non ha colpe, solo per regolare i conti con la “famiglia”.
A Bari è emergenza criminalità da più di un anno, e nessuno lo sa; se ne occupano giornali e tv locali, si è chiesto aiuto a Roma già ai tempi del Governo Berlusconi, ma fatti concreti niente. I TG nazionali sono troppo occupati a riferire le deliranti dichiarazioni di qualunque mezza calzetta di politico, la cronaca minuto per minuto dell’emergenza dei bagni in Parlamento e l’urgenza di trovare una soluzione tecnica per non non far incontrare nei suddetti deputati transgender e isteriche ex-soubrette in cerca di pubblicità .
A Bari può capitare di essere aggrediti mentre si passeggia la sera in pieno centro, da bande di ragazzini che non sono gli scugnizzi di Bari Vecchia, non sono nemmeno extracomunitari, con buona pace dei razzisti, si tratta bensì di viziati figli di buon padre, delle cui attività vandaliche i genitori o non sanno nulla o se ne fregano.
Le azioni di gruppo, teppismo più o meno grave, sono a volte nient’altro occasioni per mostrare il proprio coraggio e la propria ferocia, prove di ingresso nella malavita organizzata, sempre alla ricerca di nuove leve.
Questo succede a Bari, e nessuno lo sa.
Intanto facciamo la guerra ai terroristi, mandiamo soldati a migliaia di km di distanza, accettiamo misure di sicurezza invasive della nostra privacy, l’intercettazione e conservazione dei dati personali, mentre il nemico ce l’abbiamo in casa, ora come da decenni a questa parte. Non gli abbiamo mai dichiarato guerra, non abbiamo mai davvero impegnato tutte le risorse possibili per sconfiggerlo, anzi, più di una volta la politica ha avuto rapporti più che equivoci con la malavita.
Io penso che uno Stato non ancora alla frutta come quello italiano potrebbe, se solo volesse e ricorrendo a misure drastiche d’emergenza, ridurre ai minimi termini le organizzazione mafiose. Nel frattempo si è tornato a parlare di esercito a Napoli, dove la situazione è infinitamente peggiore che a Bari. I soldati nelle strade non mi piacciono per niente, e tantomeno sono utili più di tanto in una città dove le ultime elezioni sono state il festival del voto di scambio. Lo Stato potrebbe, ma non vuole ?
27 Ott

La Guardia di Finanza ha da poco portato alla luce una rete di call center abusivi, completamente nascosti allo Stato e al fisco, situata nel centro-sud Italia.
La Repubblica ha pubblicato un articolo a proposito, di cui consiglio la lettura.
Salta subito agli occhi la paga degli sfortunati lavoratori “invisibili”: 2,65 euro all´ora tutto incluso, cioè niente incluso: niente assicurazione, niente contributi pensionistici, niente di niente. Roba da quinto mondo, paghe cinesi nell’hinterland barese, la delocalizzazione fatta in casa.
La cosa triste è che per molti ragazzi, specialmente al sud, è l’unico lavoro a cui si possa aspirare, non per niente si trovano folle di disperati pronti ad accettare di lavorare per poco più di due euro e mezzo all’ora, magari con una laurea fresca fresca in tasca.
Sembra finito, semmai è esistito in Italia, il mito del self-made-man, oggi non si va da nessuna parte se non si parte ( scusate il gioco… ) con un capitale decente in banca perchè le banche, a detta degli stessi piccoli imprenditori, non scommettono sulle idee e non danno un soldo senza garanzie. Non vogliono rischiare.
Colgo la palla al balzo, lo spunto mi è fornito dal solito Montezemolo che ha definito la attuale Finanziaria “classista”: è vero, si rischia di tornare al linguaggio dell’ottocento debitamente messo al passo con i tempi, ma anche al pensiero e all’azione di masse che potrebbero tornare a prendere coscienza di essere una classe sfruttata, si, sfruttata; che forse gli anni del boom e dell’iperconsumismo sono stati forse solo una parentesi della storia.
Non prendetemi per il marxista che non sono, ma non posso non notare che l’aria che tira si sta appesantendo, che nessuno ha più fiducia nelle istituzioni, nei partiti, nella finanza, nell’industria, nell’intera classe dirigente del Paese: i discorsi che si sentono per strada sono quelli di tanti anarchici o comunisti inconsapevoli di esserlo.
Questi insurrezionalisti latenti ancora si appassionano alle tribune politico-televisive, parteggiano fieramente per Prodi o per Berlusconi, difendono una finanziaria pasticciata o solidarizzano con Briatore come se questo metta al riparo i loro quattro risparmi. Così per abitudine, retaggio dei tempi in cui il mondo era diviso in comunisti e anticomunisti e ognuno sapeva bene da che parte stare, e amava stare da quella parte. Quando finirà questa messinscena ? Me lo chiedo perchè mi pare lampante: il sistema capitalistico per sua natura richiederà un costo del lavoro sempre più basso, e la tremenda competizione innescata dalla globalizzazione non fa che accelerare questo processo.
E le “riforme strutturali“, meraviglia delle meraviglie, acclamate, proclamate, agognate da tutti gli industriali d’Europa e gli euroburocrati di Bruxelles, cos’ altro sono se non misure che partono dal basso tranciando tutto quanto non sia assolutamente necessario alla mera sopravvivenza ? Queste magiche riforme strutturali sono l’unica ricetta che destra e sinistra cercano di propinare alla popolazione, condita e insaporita secondo le varie usanze di questo o quel partito, ma la sostanza rimane quella e altre idee non ce ne sono.
Prepariamoci ad andare in pensione a 75 anni, o forse 80, oppure s’inizi ad ammettere che il sistema attuale scricchiola sul serio, ed è il caso di pensare ad altro prima che le piazze s’infiammino davvero, altro che Vicenza.
22 Set

Ci risiamo: ogni tanto arriva il polemista di turno che tenta di riaccendere la noiosissima discussione sul crocifisso nelle scuole.
Ma attenzione, la questione stavolta è seria, ed ha a che fare nientepopodimeno che con la War on Terror. L’ eroico protagonista è tale Antonio Scalera, consigliere regionale UDC della Regione Puglia. Lo Scalera avrebbe denunciato il direttore di una scuola elementare di Palagiano ( TA ) perchè “colpevole” di aver imposto la rimozione dei crocifissi dalle aule e - udite udite - di aver vietato la preghiera mattutina in classe.
Mah… io pensavo che per pregare si fossero costruiti, negli ultimi secoli, dei locali appositi attrezzati con tutti i comfort per il cristiano. Devo essere nel torto, perchè secondo Scalera la vicenda costituisce una vera e propria “sopraffazione terroristica”.
Il bello è che non solo il direttore non ha affatto ordinato la rimozione dei crocifissi mentre, per quanto riguarda le preghiere mattutine a scuola, queste furono sì introdotte per legge nel 1955, ma sono anche state abolite nel 1984 nell’ambito della revisione del Concordato. Discussione chiusa, punto.
Il direttore della scuola si è preoccupato del rispetto della legge, ma vaglielo a spiegare ad uno dell’ UDC…
Certi politici locali sono veramente spassosi, specialmente quando riescono a diventare dei piccoli George Dabliù Bush per un giorno.
20 Set

Storia #1
PONTE STRETTO: IN 10.000 IN PIAZZA PER DIFENDERE L’OPERA
(AGI) - Roma, 19 set. - “Giu’ le mani dal Ponte”. Con questo slogan oltre diecimila persone, secondo gli organizzatori, hanno preso parte questa mattina alla manifestazione indetta dal Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo per chiedere la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
[...] All’iniziativa hanno aderito rappresentanti di enti locali e sindacati, oltre ad esponenti politici della Cdl, tra cui il presidente di An, Gianfranco Fini, quello della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, il sindaco di Catania Umberto Scapagnini, l’ex ministro Stefania Prestigiacomo, il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani e Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato.
Con il patrocinio dell’Onorata Famigghia ! Non facciamo perdere un affare da miliardi di euro a questi beddi figli su dai…
Storia #2
19 set 09:35 Napoli: si ripete il miracolo di San Gennaro NAPOLI - Si e’ rinnovato il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro nella cattedrale di Napoli, nel giorno della festa del Santo patrono. Lo ha comunicato l’arcivescovo del capoluogo partenopeo, il cardinale Crescenzio Sepe. “Vi annuncio che da pochi minuti il sangue ha cominciato a sciogliersi”, ha affermato il prelato, davanti a una cattedrale gremita di fedeli. (Agr)
Per la serie: siamo nel 2006, anche se non si direbbe.
Stesse facce, stessi grassi politici, stessi grassi cardinali, stessi discorsi sul Sud che riparte, stesso miracolo da secoli. Poco importa che a Napoli si continui a sprofondare nella spazzatura, chissenefrega se ( questo me lo ha detto un napoletano ) la mentalità dominante del napoletano medio è “fotti il prossimo, fotti lo Stato”, poco importa se un turista che entra nel centro storico ha ottime possibilità di uscirne, ma con qualche foro di pallottola in più.
SAN GENNARO HA FATTO IL MIRACOLO. VIVA SAN GENNARO !